Il ciclo biologico di S. vesicarium
Il ciclo vitale di Stemphylium vescicarium è stato chiarito solo di recente (Rossi et al.,2005). Nei mesi invernali il patogeno sverna nei residui delle foglie di pero e sulle foglie morte delle piante del cotico erboso del frutteto, dove forma gli pseudoteci. Questi maturano scalarmene in un periodo compreso fra Dicembre e Maggio, con maggior frequenza fra metà Marzo e metà Aprile. Le ascospore sono in grado di infettare le foglie (Rossi et al.,2006), ma esse sono presenti nell’aria solo sporadicamente (Picco et al.,1996) e molto in anticipo rispetto alla comparsa dei primi sintomi della malattia, che normalmente compaiono in giugno, dopo che si sono verificati i primi picchi di presenza di conidi (Rossi et al.,2005). Si ritiene quindi che le ascospore si depositino a breve distanza sul cotico erboso, dando il via alla sua colonizzazione saprofitica che diventa permanente (Rossi et al.,2007). Il cotico costituisce poi il substrato per la produzione dei conidi per l’intera stagione e, quindi, la principale fonte di inoculo per le infezioni a carico delle foglie e dei frutti di pero, considerato il fatto che il fungo non sporula sulla pianta.
La fonte di inoculo per le infezioni è quindi costituita soprattutto dai conidi prodotti nel corso della stagione dal fungo che colonizza in forma saprofitaria i residui fogliari ed il cotico erboso. La disponibilità di conidi cresce progressivamente dall’inizio della primavera fino a raggiungere un primo picco, di norma fra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno, quindi mostra un andamento altalenante. Questa disponibilità è fortemente influenzata dalla presenza di condizioni ambientali favorevoli alla sporificazione del fungo (Rossi et al.,2005).
Le infezioni avvengono quando, in presenza di inoculo, si verificano condizioni ambientali favorevoli: prolungate bagnature della vegetazione, continue o interrotte solo per brevissimi periodi, accompagnate da temperature non troppo elevate (Montesinos et al.,1995). Vari eventi infettivi possono succedersi nel corso della stagione, i quali deerminano il progressivo aumento della malattia su foglie e frutti; l’incidenza di frutti infetti al momento della raccolta è strettamente legato al numero di eventi infettivi che si verificano durante il periodo che va dalla fioritura alla raccolta. Sulla base di queste conoscenze è possibile ipotizzare che una attenta gestione delle fonti di inoculo possa contribuire a ridurre la pressione della malattia.
In un recente lavoro, Llorente et al., (2006) hanno valutato l’efficacia di alcuni metodi per ridurre la produzione di ascospore di P. allii sui residui fogliari di pero in Spagna. La rimozione meccanica della lettiera di foglie e l’applicazione di Trichoderma harzianum hanno fornito risultati incoraggianti, mentre i trattamenti con prodotti rameici o con urea non sono risultati efficaci (Pattori et al., 2008).